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Quando il confine è un limite: Ventimiglia.

Frontiere - Quando il confine è un limite: Ventimiglia di Enzo Barnabà - Luglio 2026 - Mosaico di Pace

Frontiere – Quando il confine è un limite: Ventimiglia di Enzo Barnabà – Luglio 2026 – Mosaico di Pace

Frontiere - Quando il confine è un limite: Ventimiglia di Enzo Barnabà - Luglio 2026 - Mosaico di Pace
Frontiere – Quando il confine è un limite: Ventimiglia di Enzo Barnabà – Luglio 2026 – Mosaico di Pace

Tradizionalmente, la frontiera di Ventimiglia è stata il cannello dell’imbuto, che i migranti provenissero dal mare o dai Balcani. Da qualche tempo, le cose sono cambiate: si lascia l’Italia anche transitando dalla Svizzera per andare verso Nord e dal Monginevro, frontiera meno guarnita di poliziotti francesi rispetto a quella del ponente ligure.

Com’è noto, inoltre, nel 2026 gli sbarchi risultano dimezzati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: si preferisce la Spagna. Il numero di migranti accampati a Ventimiglia in attesa di recarsi in Francia è decisamente diminuito, anche a causa della sentenza della Corte di Giustizia europea, recepita dal Conseil d’État nel febbraio del 2024, che rende più difficile il respingimento dei migranti “in situazione irregolare”.

Malgrado questo, visto che non esiste nessun campo di accoglienza o di transito, i migranti, ad eccezione dei pochi alloggiati negli appartamenti messi a disposizione dalla Caritas, si vedono obbligati ad accamparsi alla meno peggio sotto il viadotto lungo il fiume Roja. Una tendopoli che viene periodicamente e inutilmente smantellata. Gli accampati non hanno di che bere, né di che lavarsi. …



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